Presentazione "Cristo Risorto" restaurato
 

Il "Cristo Risorto"  restaurato sarà presentato domenica alla città

Articolo di Attilio Sergio da Gazzetta del Sud

 Dopo un anno di restauro, grazie alla famiglia Valensise, proprietaria dell'opera d'arte, orgogliosamente domenica prossima, la domenica delle Palme, la città riabbraccerà il Cristo Risorto, capolavoro ligneo del 1856 di Francesco e Giovanni Morani. L'annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa convocata ieri dal sindaco Giovanni Laruffa, alla quale, in rappresentanza della proprietà, è intervenuto l'avv. Paolo Valensise.

Una delle opere più rappresentative del ricchissimo patrimonio artistico di Polistena, cui è stato giustamente attribuito il titolo di "città d'arte", nell'aprile dello scorso anno, è partita alla volta di Cassano dove è stata sottoposta a un attento restauro, sotto il diretto controllo della Sovrintendenza ai beni culturali della Calabria. Il restauro è avvenuto a spese della famiglia Valensise, uno dei più antichi e nobili casati della città che ha dato i natali a filosofi, letterati, musicisti, storici, prelati, giuristi e politici di fama. Il restauro è avvenuto nel laboratorio di Vito Giovambattista Sarubbo, restauratore di fiducia della Sovrintendenza per i beni artistici di Cosenza, diplomato all'Opificio delle pietre dure di Firenze.

L'operazione di restauro si è svolta sotto la supervisione della dottoressa Lucia Lojacono, storico dell'arte, consulente di fiducia della famiglia Valensise. Domenica 5 aprile, per celebrare l'evento, a cura dell'assessorato alle Politiche giovanili, ai volontari del servizio civile e alla famiglia Valensise, sarà inaugurata alle 17 nella Chiesa della SS. Trinità, una mostra fotografica denominata "I riti della settimana santa". Subito dopo avrà luogo una conferenza dal tema "Cristo Risorto: storia e restauro di un capolavoro ligneo di Francesco e Giovanni Morani". Per l'occasione verrà distribuito un opuscolo che ricostruirà la storia del restauro, nel quale ci sarà il contributo, tra gli altri, del dott. Michele Valensise, ambasciatore in Brasile. Al termine della conferenza, la famiglia Valensise aprirà ai visitatori, in via Domenicani, la cappella del proprio suggestivo palazzo per permettere a tutti di ammirare la statua restaurata del Cristo Risorto. Domenica di Pasqua, per l'intera giornata, il capolavoro ligneo potrà essere ammirato nel Duomo.

In conferenza stampa il sindaco Laruffa ha sottolineato che domenica sarà aggiunto un tassello alla storia della città, ribadendo che la cultura di un popolo si misura sulla capacità di focalizzare gli aspetti delle proprie tradizioni. Polistena e la sua storia, ancora una volta, grazie alla mostra fotografica legata ai riti della Settimana santa e alla presentazione del restauro del Cristo Risorto, dimostrerà il suo livello culturale.

Il sindaco ha rivolto un ringraziamento alla famiglia Valensise che consente alla città di ammirare il restauro di un capolavoro vecchio oltre 150 anni che da sempre riempie d'orgoglio i polistenesi che l'ammirano, ogni anno, la domenica di Pasqua, quando la statua del Cristo Risorto portata in spalla dai confratelli del SS. Sacramento incontra, in piazza del Popolo, la Madonna del Rosario, nel tradizionale rito dell'Affruntata.

Valensise, in conferenza stampa, ha sottolineato che la sua famiglia tiene tantissimo che questo lavoro di restauro rimanga nella memoria della storia di Polistena, per preservare un bene che deve continuare ad arricchire la tradizione della Pasqua. Ha poi ribadito che con una decisione assunta unanimemente dall'intera famiglia, è stato deciso di assumere l'intero onere del restauro sotto il controllo della Sovrintendenza che, ancora una volta ha dato un apporto importante ai fini del recupero di un'opera d'arte, grazie all'esperienza della dott.ssa Lojacono supervisore dei lavori.

 

 

Il “Cristo Risorto” ritorna a casa, la statua sarà esposta nella cappella del palazzo Valensise

Articolo di Francesco Papasidero da Il Quotidiano della Calabria

Un pezzo di storia di Polistena. Una statua amata. Un'opera d'arte che sta per tornare agli antichi splendori. Il Cristo Risorto, opera dei fratelli Morani, custodito da oltre un secolo (la statua lignea è datata 1856) nella cappella di famiglia, presso il palazzo Valensise, ritorna a casa. E lo fa con tutti gli onori del caso, vista l'importanza, simbolica e spirituale, che ricopre per i polistenesi. Domenica prossima la statua sarà esposta nella cappella del palazzo Valensise per una settimana.

E, sempre domenica, alle 17, si terrà un convegno, nella Chiesa della Trinità, sul restauro della statua, al quale prenderanno parte il sindaco di Polistena, Giovanni Laruffa, l'assessore alla cultura Pietro Paolo Cullari, Paolo Valensise, in rappresentanza della famiglia Valensise, proprietaria della statua, Vito Giovanbattista Sarrubbo, restauratore della statua, e Lucia Lojacono storico dell'arte. A presentare l'iniziativa, in conferenza stampa, il primo cittadino e lo stesso Paolo Valensise. «Con il restauro della statua del Cristo Risorto - ha affermato Laruffa - e con la mostra che sarà allestita dai volontari del Servizio Civile, Polistena si riappropria di un pezzo importante della sua storia.

Noi lavoriamo in direzione del recupero e della valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale, perché siamo certi che è nostro dovere far si che la memoria storica sia tramandata alle giovani generazioni». Dal canto suo, Paolo Valensise ha voluto rimarcare come «il restauro della statua del Cristo rappresenta un altro momento del forte legame tra la nostra famiglia e le tradizioni polistenesi.

Il restauro segna un punto importante per tutti, perché è la sintesi dell'incontro tra l'aspetto ecclesiastico, visto che l'iniziativa del restauro è nata sotto l'input di Don Pino Demasi, tra l'aspetto privato, perché la statua è di proprietà della mia famiglia, e quello pubblico, perché l'amministrazione si è impegnata a pubblicizzare questo importante evento, offrendo il suo contributo. Per la mia famiglia è stato un piacere poter restaurare la statua dei fratelli Morani».