Singolare "Affrontata" 2009

Ecco di seguito alcuni articoli apparsi sui quotidiani locali:

 

A Polistena sospesi i riti di Pasqua per il vento - Salta l’Affruntata, fedeli divisi e delusi con i parroci

di MICHELE ALBANESE da Il Quotidiano della Calabria

L'Affruntata si sa, è il rito al quale più di ogni altro le comunità si sentono legate. Si può mancare a qualsiasi manifestazione a sfondo religioso ma non a questo. L'Affruntata nella religiosità popolare è il rito al quale le generazioni passate legavano le prosperità delle stagioni, ecco perché quando per motivi vari la processione non si poteva tenere, si presagivano tempi di carestia.

A Polistena nella Piana di Gioia Tauro domenica scorsa l'Affruntata non si è fatta. O meglio si è fatta a metà, perché stranamente all'appuntamento in Piazza Monumento, la Madonna non si è fatta vedere. Il motivo ufficiale la presenza di un forte vento che rischiava di provocare “lacerazioni alla veste della statua”. E a dir la verità il vento soffiava forte non solo a Polistena ma in tutta la Piana. Ma ciò non ha impedito in altri posti come Cinquefrondi e Rizziconi per citarne alcuni, che la processione di svolgesse, sia pure con qualche precauzione.

A Polistena il parroco ed alcuni membri della confraternita del Rosario, chiesa dalla quale doveva uscire la statua della Madonna, sembra abbiano deciso all'ultimo momento, quando il Cristo Risorto era già in piazza circondato da migliaia di persone festanti pronte a vivere l'emozione dell'Incontro ( l'Affruntata appunto ) , di bloccare i portatori a causa del vento.

Inutile l'attesa degli altri parroci, del sindaco con la fascia tricolore e della città intera. Momenti di incertezza fino a quando, vista l'assenza di uno dei due protagonisti della processione, il parroco del Duomo ha dato l'ordine di fare rientro in chiesa. da allora a Polistena non si parla d'altro.

Il mancato svolgimento della processione più attesa dell'anno è divenuto l'argomento di discussione principale. E così come accade da queste parti, la gente si è spaccata schierandosi o con un parroco o con l'altro. Commenti a iosa, dibattiti accesi in ogni angolo della città. «Visto che erano quasi vicini , perché - affermano alcuni - non hanno portato la statua del Cristo nella Chiesa del Rosario, dove sostava la Madonna?». «Ma quando mai si è visto - replicano altri - che dovesse essere il Cristo Risorto ad andare incontro alla Madonna. Caso mai è il contrario». Insomma i commenti da domenica si sprecano, con posizione dure ed accese da entrambi gli schieramenti: quelli pro Madonna e quelli pro Cristo Risorto e rispettivi parroci. Il tutto condito da ipotetiche sventure pronte ad abbattersi sulla città predette da chi ha letto il mancato svolgimento come un segno premonitore. E anche se i sacerdoti hanno scelto di non commentare, i parrocchiani invece lo fanno lasciandosi andare a sfoghi del tutto accesi spesso conditi dal raccontodi particolari che vengono raccolti amplificati e ingigantiti fino a costruire versioni che, come spesso accade in simili circostanze, vengono del tutto artefatte. Discussioni che si sono allargate anche sul popolare social network “Facebook” con la creazione di un gruppo dal nome alquanto significativo: “Se chjiovi, nivica e mina ventuu Signuri arriva u stessu 'o munumentu".

 
 

 

Per la prima volta nella storia della comunità locale salta l’attesissima processione di Pasqua

Polistena, l’Affruntata mancata - La statua della Madonna del Rosario resta in chiesa. Un paese in subbuglio

di FRANCESCO PAPASIDERO da Il Quotidiano della Calabria del 14 aprile 09

In principio era “L'Affruntata”. Era, perché, almeno per quest'anno, non è stata. Mentre a mezzogiorno in punto la statua del Cristo faceva la sua uscita trionfale dalla “sua” chie - sa, la Matrice, per dirigersi verso Piazza del Popolo, lungo il tragitto iniziavano a rincorrersi le prime voci.

Voci che dicevano che, per la prima volta nella storia di Polistena, la splendida “Affruntata” non si sarebbe svolta. Infatti, così è stato. La statua della Madonna del Rosario era sull'uscio della porta, pronta a correre incontro a quella del Cristo.

Tutto d'un tratto, dietrofront! Per quest'anno la processione “non s'ha da fare”.

Di chi la responsabilità? Inutile descrivere gli sguardi di delusione misti a rabbia delle migliaia difedeli che, nonostante il empo non proprio clemente, avevano deciso di prendere parte a questo rito antico che da più secoli si celebra in Piazza del Popolo.

Un rito antico, dicevamo, ma che si rinnova ogni anno, quasi a voler rinsaldare il legame affettivo tra il popolo polistenese e le sue tradizioni, i suoi riti, aggiungendo un anello a quella catena ideale che lega la fede alle pie devozioni. Ma la catena quest'anno si è spezzata. Nonostante questo, però, il Cristo in Piazza del Popolo ci è arrivato. “Lui”, la sua processione, l'ha fatta. Come voler significare un ossequio reciproco tra il Cristo e i fedeli che hanno assiepato Piazza del Popolo.

Quei fedeli che, in un commovente slancio di amore e di fede, hanno lasciato partire un applauso scrosciante, sentito, di cuore, che nemmeno nella più riuscita delle edizioni dell'”Affruntata” era stato ascoltato, sebbene la mancanza della statua della Madonna, in un primo momento, avrebbe potuto far presagire ad un quadro piuttosto desolante. C'era da aspettarsela, probabilmente, questa “levata di scudi” in favore del Cristo. I “prodromi” erano stati già avvertiti durante la veglia pasquale. Subito dopo il “Gloria” e la caduta del telo che ha mostrato ai fedeli la statua del Cristo, un lungo e caloroso applauso ha salutato la Resurrezione.

Mai, prima d'ora, durante la Veglia Pasquale, era avvenuto un episodio del genere. Sarà stato, forse, il restauro della stessa statua a rafforzarne il legame con il popolo polistenese. Comunque, subito dopo aver percorso Piazza del Popolo, il Cristo ha proseguito verso il duomo, accompagnato da una moltitudine di fedeli festanti, nonostante tutto, mai vista.

Anche sul popolare social network “Facebook” si sono subito scatenati i commenti su quanto avvenuto, a riprova dell'affetto verso questo evento, con la creazione di un gruppo dal nome alquanto significativo: “Se chjiovi, nivica e mina ventu u Signuri arriva u stessu 'o munumentu”. Un modo abbastanza simpatico per discutere su quanto accaduto. Volenti o nolenti, domenica di Pasqua, a Polistena, è stata scritta una pagina di storia.

Quella storia che ha visto l'intera comunità rafforzare il suo legame con il Cristo Risorto. Se in migliaia hanno scelto di seguire processionalmente il capolavoro dei fratelli Morani fino alla chiesa Matrice, un motivo, evidentemente, ci sarà.

 

 

Fa ancora discutere il dietrofront della statua della Madonna del Rosario nella tradizionale processione

Affruntata, rabbia e sorpresa - fedeli amareggiati: "incredibile. Sarà un anno bruttissimo per Polistena"

 di FRANCESCO PAPASIDERO da Il Quotidiano della Calabria del 15 aprile 09

Domenico ha più di ottant’anni. Sotto il suo sguardo ne sono passate tante di “Affruntate”. Tanta gente, in piazza, domanda a lui che considerato una memoria storica di Polistena, se davvero la tradizionale processione della domenica di Pasqua sia mai stata svolta anche con condizioni climatiche peggiori. La lunga serie, iniziata fin da piccolo, però, quest’anno si è interrotta. Non riesce acrederci, Domenico. Non accetta che una tradizione secolare si sia interrotta com’è accaduto domenica di Pasqua. «Non ci credo che sia potuto accadere. Secondo me sarà un anno bruttissimo per Polistena, perché la Madonna non ha tolto il velo nero. Prepariamoci al peggio. Io di “Affruntate” me ne ricordo tante, e anche con condizioni meteorologiche più brutte di quelle di domenica scorsa». Credenze popolari miste a fede e devozione animano il dibattito dei tanti polistenesi che da mezzogiorno di Pasqua non fanno altro che parlare di ciò che è avvenuto. Ognuno a dire la sua, a riferire la propria versione, senza risparmiare pettegolezzi di sorta. Il fatto, però, è che quello che sarebbe dovuto essere un momento di concordia, rischia di dividere, di spaccare la popolazione tra i difensori della scelta di non far uscire dalla chiesa del Rosario la statua della Madonna, e sostenitori del parroco del duomo Don Pino Demasi che, comunque, ha voluto portare a termine la “missione”, facendo, comunque, compiere l’abituale percorso alla statua del Cristo. «È un’indecenza – commenta Maria – vedere la statua del Risorto passare da sola davanti a tutta quella folla. “L’Affruntata” non andava fatta, visto il cattivo tempo che rischiava di rovinare il manto e la parrucca della Madonna. Secondo me la scelta di non fare uscire la statua è stata più che giusta, dato che con quel tempaccio di sicuro avrebbe riportato dei danni economici notevoli». E questa è la versione di chi difende la scelta di non dar vita alla tradizionale processione della domenica di Pasqua. Ma “dall’altra parte”, ovviamente, le cose, così come sono andate, non vanno proprio giù. Salvatore, addirittura, ha affermato di essere stato male. «Torno ogni anno a Polistena nei periodi di Natale e di Pasqua per stare insieme ai miei familiari e condividere queste feste con loro. E soprattutto nella Settimana Santa, è bello vedere le processioni, i riti che si susseguono giorno dopo giorno. Certo, concluderla senza la tradizionale “Affruntata” è stato come un colpo al cuore per me, che sono legatissimo alle tradizioni della mia città e che, sinceramente, non credo debbano essere interrotte per i capricci di qualcuno».

“Guelfi e Ghibellini”, dunque, si contendono lo scettro della ragione su questa vicenda che ha polarizzato l’attenzione dei polistenesi, per le strade così anche come sul web dove, sia su Facebook che sul sito settimanasantapolistena.com, le discussioni sembrano non volersi placare. Su un punto, però, sembrano essere tutti d’accordo. «Dopo quanto è successo – dicono tutti – è necessario l’intervento del Vescovo». Ma ne varrebbe davvero la pena?  

 

 

L’Affruntata mancata che dispiacere per Polistena

Lettera Firmata pubblicata su "Il Quotidiano della Calabria" il 17 Aprile 2009

Carissimi concittadini, non avrei minimamente immaginato, alla mia età, di dover scrivere una lettera del genere, ma tanto è il dispiacere, troppa l'indignazione!

Come ogni anno, da sempre, o almeno da quando sono in vita, l'attesa per la Sacra rappresentazione dell'Affruntata, la domenica di Pasqua, rendeva il mio animo trepidante. Negli anni tristi della fame, della povertà, l'incontro della Vergine col Risorto era per noi tutti un momento di gioia che ci faceva dimenticare gli affanni e le difficoltà. Ma che tempi sono questi? Assai peggiori, se in una terra come la nostra, afflitta già da dure problematiche sociali, dalla mancanza di lavoro, dalla criminalità, dal peso della 'ndrangheta che costringe tanta gente onesta a lasciare il proprio paese per altri posti, ci viene a mancare quel momento di aggregazione, quell'incontro festoso e libero da qualunque costrizione qual è l'Affruntata a Polistena. Semplicemente, miei cari concittadini, ciò che è successo non è bello, non è civile che si alzi un tale polverone. Tante persone ne stanno facendo merce per polemizzare su  ltro che nulla ha a che vedere con quanto è successo.

Il Popolo è triste perchè, a parte ogni considerazione di sorta, si è visto privato, senza avere nessuna colpa, della più bella rappresentazione di “Pace” e concordia che il nostro paese possiede.

Perché? Vogliamo sapere perché, e vogliamo che si mettano a tacere le voci di rancore che ormai rimbombano da parrocchia a parrocchia. Si dia dimostrazione, al più presto, che non esistono divisioni e rivalità. Serve questo segno.

Mi auguro che le confraternite si facciano portavoce di questa necessità, e dimostrino anche esse che la fratellanza è il sentimento alla base del loro statuto! Sarebbe bello, e lo desidererei ardentemente, vedere, domenica, in Piazza del Popolo, l'incontro festoso tra la Madonna ed il Cristo Risorto, senza attendere il prossimo anno. io, come tanti miei coetanei potremmo non esserci più! Sia celebrata, al termine dell'Affruntata, una bellissima messa, a cui il popolo parteciperà con fede, per poter finalmente chiudere una vicenda spiacevole che vede delusi e sconcertati tutti i Polistenesi.